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Oggi parliamo di Prevenzione incendi, in particolar modo del rinnovo CPI di un condominio.

Il condominio nello specifico può avere tre tipi di attività antincendio:

  • Autorimessa
  • Centrale termica
  • Attività di altezza (oltre i 24 metri)

Queste tre attività devono essere rinnovate ogni 5 anni.

Capita che, in molti condomini presenti in Lombardia, questo documento non venga mai rinnovato.

Quali sono le problematiche del non rinnovo del certificato prevenzione incendi?

  1. In caso di incendio l’assicurazione del condominio non risponde dei danni causati
  2. L’amministratore che si dimentica di rinnovare questo documento può subire un arresto fino a un anno e una sanzione amministrativa da un minimo di € 258 fino ad un massimo di € 2582.

Per non incorrere in queste sanzioni molto scomode, un amministratore di condominio dovrebbe rivolgersi ad un professionista iscritto al Ministero degli Interni, ovvero ad uno specialista in antincendio: uno specialista come me o come un mio collega.

Entrando più nel dettaglio, quando le attività di un condominio diventano soggette?

  • Autorimessa superiore ai 300 m2 di superficie in pianta lorda.
  • Centrale termica: quando la caldaia supera una potenza complessiva di 116,2 kW.
  • Altezza antincendio: diventa attività quando il condominio è alto oltre 24 m al piano, cioè quando, dalla quota di campagna (ovvero dall’ingresso, cantine escluse) fino all’ultimo piano, l’altezza supera i 24 m.

Tutti i giorni, parlando con i miei clienti, amministratori e manutentori di impianto, noto una disinformazione e scarsa attenzione sulle pratiche antincendio.

È successo che, durante le assemblee condominiali a cui ho partecipato come professionista esterno richiamato dall’amministratore, l’assemblea stessa abbia deciso di non rinnovare il CPI.

In questo caso l’amministratore si è sentito obbligato a demandare il suo mandato verso il condominio.

Tanti, pur non rinnovando questo documento importante, continuano a svolgere il proprio lavoro, non curandosi dei problemi a cui può andare incontro il titolare dell’attività, ovvero l’amministratore stesso.

Ci sono delle cose infatti che, in un condominio, non possono essere controllate, per esempio una fuga di gas, un incendio in un appartamento o più semplicemente la presenza di un nido d’api o di vespe, un anziano che non riesce più ad uscire di casa ecc.

Il 99% delle persone all’interno di un condominio chiama subito il 115 perché è il primo numero di telefono che viene in mente quando si hanno dei problemi presso la propria casa.

Una volta che i vigili del fuoco raggiungono il condominio, il comandante solitamente verifica con attenzione le attività presenti presso lo stabile e, una volta rientrato in ufficio verifica le condizioni burocratiche di esso. Se il condominio risulta essere completamente a norma nessuno paga alcuna conseguenza; nel caso in cui dovesse essere invece sprovvisto di rinnovo o addirittura di pratiche antincendio, ferme a oltre 20 anni fa, l’amministratore incorre in sanzioni penali.

Ad un mio cliente è capitata una denuncia presso la Procura della Repubblica, perché l’attività di centrale termica in questione non possedeva il certificato di prevenzione incendi

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