So che è una domanda un pò particolare, di primo impatto essere un “acquirente” o un “cliente” può sembrare la stessa cosa.

Invece non è così. Vediamo insieme il vero significato delle parole e perchè se il cadere in una o nell’altra categoria può dipendere la tua serenità futura.

Il significato della parola “acquirente” è molto semplice: colui che acquista, che compra un qualcosa.

Per riscoprire invece il vero ed originario significato del termine “cliente” dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di circa 2 mila anni.

All’epoca, come ben saprai, l’Italia (e non solo) era occupata dai nostri Avi: i Romani.

I Romani per molti aspetti hanno ancora oggi molto da insegnarci. Ma c’è una cosa in particolare che mi piace sempre ricordare e che mi ha ispirato da sempre.

Questa cosa è il valore che i nostri Padri attribuivano alla parola “Cliente” (dal latino “Cliens“).

Devi sapere che nell’antica Roma vi era l’istituito del patronato dove ogni individuo poteva scegliere liberamente una persona come proprio protettore.
In genere era una persona con più poteri e autorità al quale veniva assegnato il ruolo di patrono. 

Quindi ogni cliens (cliente) sceglieva il proprio patrono (protettore).

Il patrono aveva l’onere di assistere i propri clienti, di rappresentarli in giudizio e consigliare tutto ciò che fosse nel LORO interesse, come fa un buon padre di famiglia per i propri figli. 

Questa definizione mi piace tantissimo. È proprio così che mi piace considerare i miei clienti: delle persone che si mettono volontariamente sotto la mia “protezione professionale” e che fidandosi di me mi incaricano di curare i LORO interessi.

È questa la sostanziale differenza tra l’essere un acquirente o un cliente. Un acquirente è semplicemente la persona che acquista un qualsiasi bene o servizio. Secondo invece la visione tradizionale un cliente è un acquirente “particolare”, al quale non ci si limita solo a offrirgli il servizio o il prodotto richiesto, ma ci si assicura che sia quello più adeguato per LUI e lo si “protegge” dai vari errori che si possono commettere.

Personalmente vedo molti punti in comune tra la figura del patrono romano con quella del consulente/professionista. Infatti ciò che spinge una persona ad affidarsi a un professionista è il fatto che in quello specifico campo di specializzazione il cliente non è esperto. Per questo ha bisogno di un consulente esterno che viene pagato per curare gli interessi del cliente. Spesso però questo non succede: il professionista incaricato infatti pensa solo e unicamente ai propri interessi ed al proprio tornaconto economico, cercando di rendere più proficuo possibile il lavoro per le proprie tasche.

Ti faccio un esempio pratico così capisci meglio: ci sono alcune aziende produttrici (es. di caldaie), che riconoscono percentuali ai progettisti che consigliano o meno l’uso dei loro prodotti. In questo non ci sarebbe nulla di “male” se il progettista avrebbe deciso di installare quel tipo di marca comunque e anche senza il piccolo regalino dell’azienda produttrice.

Così facendo però, come avrai già capito da solo, c’è un conflitto di interessi sulla scelta dei dispositivi da installare. Perchè il progettista guadagna due volte: la prima grazie alla parcella che gli pagherà il committente, la seconda invece grazie alla percentuale sulla vendita che gli riconosce l’azienda produttrice della caldaia installata.

Infatti il progettista potrebbe scegliere i dispositivi da installare in base alla sua personale provvigione e non pensando di far risparmiare il più possibile al proprio cliente o consigliare l’installazione di prodotti di qualità, per questo motivo è molto importante avere piena fiducia e capire com’è il professionista a cui affidi la progettazione e non sceglierlo solo e unicamente in base al prezzo più basso.

Secondo la visione Romana, in questo caso, il committente del lavoro non potrebbe considerarsi “cliente” ma un semplice acquirente di servizi del professionista perchè quest’ultimo non sta curando i suoi interessi.

Quando ho fondato lo studio tecnico Diagnosi Condominiale ho deciso che avrei voluto avere solo Clienti secondo i principi Romani appena elencati.

Sono arrivato quindi a offrire in modo gratuito e già incluso in ogni progettazione da me seguita:

  • Un servizio di assistenza post-progetto: non mi limito a fare il lavoro per poi “scappare” con i tuoi soldi, ma avrai anche dopo il mio progetto l’opportunità di rimanere in contatto con me tramite una e-mail dedicata SOLO ai miei Clienti.
  • Un sito dove rimanere aggiornati sulle ultime novità e imparare meglio come funziona il proprio impianto di riscaldamento con dei consigli preziosi per risparmiare.
  • Svariati materiali educativi extra-progetto.

Dopo aver riscoperto e scavato in profondità nel significato delle parole, come ti tratta il tuo progettista di fiducia: come un “acquirente” oppure come un suo “Cliente”?

Pensa anche al diverso significato delle parole la prossima volta che affili la progettazione a qualcuno.

Un saluto

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